{"id":104027,"date":"2022-04-10T09:07:37","date_gmt":"2022-04-10T07:07:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/10\/covid-palu-non-creiamo-allarmismi-sulla-variante-xe\/"},"modified":"2022-04-10T11:09:39","modified_gmt":"2022-04-10T09:09:39","slug":"covid-palu-non-creiamo-allarmismi-sulla-variante-xe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/10\/covid-palu-non-creiamo-allarmismi-sulla-variante-xe\/","title":{"rendered":"Covid, Pal\u00f9 \u201cNon creiamo allarmismi sulla variante Xe\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Non dobbiamo temere le ricombinazioni dei virus appartenenti a sotto-varianti dello stesso ceppo, come \u00e8 il caso di quella denominata Xe&#8221;. Cos\u00ec, in un&#8217;intervista al Corriere della Sera, il virologo Giorgio Pal\u00f9, presidente dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco, Aifa, secondo cui le vere minacce potrebbero arrivare &#8220;da nuove varianti che hanno acquisito mutazioni diverse da quelle conosciute, replicandosi in individui con il sistema immunitario indebolito, come i pazienti immunodepressi. Infettandosi, queste persone ospitano per mesi il virus nel loro organismo non riuscendo a debellarlo. E&#8217; in queste condizioni che il Sars-CoV-2 pu\u00f2 cambiare e costituire una nuova insidia&#8221;. Gli allarmi sulle ricombinazioni, spiega Pal\u00f9, &#8220;vanno tenuti sotto controllo ma senza troppi patemi d&#8217;animo. Sono scambi genetici di due virus delle sotto-varianti di Omicron, BA1 e BA2, che infettano la stessa cellula e si scambiano pezzetti di geni fino a creare un nuovo virus, non pericoloso in quanto riconosciuto dal nostro sistema immunitario. Segnalo che la ricombinazione avviene in soggetti sani, magari gi\u00e0 vaccinati. E che i virus ricombinanti sono identici per il 99% alla variante Omicron in circolazione, che ha un indice di contagiosit\u00e0 altissimo, pari a quello del virus del morbillo&#8221;.<br \/>Un ricombinante, sottolinea &#8220;\u00e8 il risultato di uno scambio di materiale tra porzioni che sono identiche e che fanno parte dello stesso gene appartenente al genoma di due virus che hanno contemporaneamente infettato la stessa cellula. La ricombinazione genetica interessa in particolare i virus a Dna a doppio filamento. Tra i virus a Rna, quelli che pi\u00f9 spesso possono andare incontro a ricombinazione genetica sono i retrovirus (virus responsabili dell&#8217;Aids e di alcuni tumori umani) e i coronavirus, alla cui famiglia appartiene il Sars-CoV-2&#8221;. <br \/>&#8220;L&#8217;evento ricombinazione \u00e8 frequente nei coronavirus in quanto sono i virus pi\u00f9 diffusi in natura e hanno un genoma esteso, composto da 30 mila lettere e 30 geni. Quindi immaginiamo quanti assemblaggi diversi possono nascere a partire da due virus differenti che si incrociano&#8221;.<br \/>Ed in merito al sequenziamento di un ricombinante in un laboratorio della Asp di Reggio Calabria, ribattezzata Xj, commenta: &#8220;Non \u00e8 sorprendente anche perch\u00e8, come certificato dall&#8217;Istituto superiore di Sanit\u00e0, si tratta di variante gi\u00e0 identificata come Xe nel Regno Unito, dove l&#8217;attivit\u00e0 di sequenziamento \u00e8 molto intensa e dove le sotto-varianti di Omicron, rispetto ad altri Paesi, sono circolate prima e in forma pi\u00f9 diffusa&#8221;. L&#8217;agenzia europea Ecdc &#8220;ha sotto monitoraggio Xe assieme alle forme ricombinanti Xd e Xf, risultanti dallo scambio genetico tra le varianti Omicron e Delta &#8211; aggiunge -. Nel Regno Unito hanno trovato almeno 700 casi del ricombinante Xe. Stiamo a vedere se aumenteranno. Al momento non c&#8217;\u00e8 nessun motivo di allarme&#8221;. &#8220;Xe \u00e8 un ricombinante di Sars-CoV-2 nel gene della proteina Spike e presenta tre altre mutazioni in geni che codificano proteine non strutturali &#8211; prosegue Pal\u00f9 -. Non ci sono al momento dati per dire se questo ricombinante abbia caratteristiche di maggiore contagiosit\u00e0 o virulenza rispetto alla sotto-variante BA2 ormai dominante&#8221;. &#8220;Le manifestazioni cliniche sembrano tutte caratterizzate da sintomatologia minore. Va segnalato che Xe non \u00e8 il primo esempio di virus ricombinante identificato durante la pandemia Covid-19. Molti di questi virus ricombinanti sono gi\u00e0 comparsi nell&#8217;ambito di precedenti varianti (Alfa, Beta, Gamma, Delta) per poi estinguersi senza lasciare traccia&#8221;, conclude.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Non dobbiamo temere le ricombinazioni dei virus appartenenti a sotto-varianti dello stesso ceppo, come \u00e8 il caso di quella denominata Xe&#8221;. 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