{"id":103540,"date":"2022-04-06T15:47:37","date_gmt":"2022-04-06T13:47:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/06\/i-grandi-dellarte-contemporanea-al-palazzo-reale-di-palermo\/"},"modified":"2022-04-06T15:47:37","modified_gmt":"2022-04-06T13:47:37","slug":"i-grandi-dellarte-contemporanea-al-palazzo-reale-di-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/04\/06\/i-grandi-dellarte-contemporanea-al-palazzo-reale-di-palermo\/","title":{"rendered":"I Grandi dell\u2019arte contemporanea al Palazzo Reale di Palermo"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 una mostra sulla realt\u00e0. S\u00ec, la realt\u00e0. Intesa come \u201crealt\u00e0 reale\u201d. Nell\u2019epoca in cui si sovrappongono le dimensioni dell\u2019immagine e della realt\u00e0, reale e virtuale. Il titolo della mostra evoca da subito il senso del progetto. Ossia l\u2019esigenza e lo slancio vitale a rielaborare e riorganizzare le proprie azioni dopo eventi stravolgenti e annichilenti come la pandemia, la regressione democratica e la guerra. <br \/>.RE esprime l\u2019urgenza di uscire dalla coazione a ripetere per riaccendere la comprensione e la riscrittura della realt\u00e0, che non pu\u00f2 prescindere dalla necessit\u00e0 di \u201crinascita\u201d (REbirth), \u201cricostruzione\u201d (REconstruction), \u201criavviamento\u201d (REboot), come recupero di un\u2019esistenza non omologata.<br \/>La mostra .RE aprir\u00e0 il 22 aprile a Palazzo Reale (Sale Duca di Montalto, fino al 31 ottobre) e aspira a porre Palermo come capitale dell\u2019arte contemporanea, proprio nel periodo chiave di una rinascita collettiva. Il percorso di costante crescita della Fondazione Federico II degli ultimi quattro anni ha consentito di confrontarsi con alcuni tra i maggiori esponenti dell\u2019arte contemporanea a livello mondiale. Sedici grandi artisti contemporanei simboleggiano sedici cammini per schiudere la riflessione sulla realt\u00e0: Alberto Burri, Saint Clair Cemin, Tony Cragg, Zhang Hong Mei, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Emil Lukas, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Tania Pistone, Andres Serrano, Ai Wewei e Gilberto Zorio.<br \/>Sedici sensibilit\u00e0 artistiche sferzanti che hanno scelto di sviluppare espressioni artistiche non nella direzione della disumanizzazione o del post \u2013 umano. Sedici artisti, puntando il dito nella piaga di un ridente conformismo che spesso ha lacerato la creativit\u00e0, immergono il fruitore in una dimensione riflessiva e di funzione sociale dell\u2019opera d\u2019arte.<br \/>L\u2019overdose di immagini del mondo contemporaneo e del mondo virtuale fa s\u00ec che il vero assente sia il reale corpo del mondo, che la nostra coscienza (per semplificare) opacizza fino a renderlo assente. Il rischio contro cui opporre RESISTENZA, \u00e8 una civilt\u00e0 della semplificazione in cui l\u2019arte finisce per essere concepita come rappresentazione effimera della realt\u00e0.<br \/>Artisti che hanno riacceso l\u2019orizzonte dell\u2019arte, riscoperto l\u2019essenzialit\u00e0 del linguaggio e, in taluni casi, una spiritualit\u00e0 non ipocrita. Una prospettiva semantica che non riduce la realt\u00e0 ad immagine stereotipata.<br \/>\u201cLa domanda che la Fondazione si \u00e8 posta nel periodo acuto della pandemia di chiusure e di riaperture singhiozzanti, \u2013 sottolinea Gianfranco Miccich\u00e8, Presidente della Fondazione Federico II \u2013 \u00e8 come ripensare al nostro progetto di mostra. Un evento culturale-allestitivo che ponesse il dito sulla piaga di una grande domanda cosa rester\u00e0 della storia recente? Ci troviamo davanti ad un bivio: procedere come se nulla fosse accaduto o, scelta che abbiamo preso, provare ad impegnarci per una proposta culturale con l\u2019obiettivo di una Umanit\u00e0 rigenerata\u201d.<br \/>\u201cMisurarsi con uno squilibrio improvviso generato da una crisi pandemica e dalle guerre \u2013 dice Patrizia Monterosso, Direttore Generale Fondazione Federico II \u2013 ha risvegliato coscienze, come sottolineato da sociologi e analisti, e ha rivelato le profonde carenze della nostra maniera di pensare e di concepire noi stessi nel mondo, nel rapporto con gli altri, con la natura. In arte ci\u00f2 si \u00e8 tradotto nella capacit\u00e0 di ritrattare i temi della spiritualit\u00e0, della socialit\u00e0, dei diritti umani, della democrazia, della natura contro le vecchie e nuove barbarie semplificatrici. Espressioni e linguaggi dell\u2019arte contemporanea che hanno saputo opporre resistenza all\u2019approccio dei fondamentalismi evitando le scorciatoie che non consentono la lettura dei cambiamenti, della ricchezza delle differenze \u2013 contro una lettura monotono che ammette un singolo linguaggio, una singola voce, una singola storia\u201d.<br \/>.RE \u00e8 un evento culturale pensato come invito implicito a trasformare la battuta di arresto forzata che l\u2019Umanit\u00e0 ha subito in direzione di un recupero di dimensioni autentiche e responsabili che, invero, anche prima della pandemia si presentavano scarsamente umanizzanti e aliene.<br \/>.RE testimonia sin dal suo segno grafico questa oscillazione, tra la decisione di riavvolgere la condizione umana e culturale nella dimensione esclusiva di registri gi\u00e0 tracciati e la decisione di espandere la nostra nuova creazione di significati in direzione di nuove possibilit\u00e0. Oltre il punto grafico del titolo della mostra, vi \u00e8 rigenerazione dell\u2019evoluzione sociale e umana in cui \u00e8 fondamentale valorizzare la diversit\u00e0 dei linguaggi e delle esperienze creative. La E di .RE non volge le spalle alla nostra storia, ma la ridefinisce correlandola ai molteplici punti di vista che legano il singolo a prospettive culturali aperte e mai definitorie.<br \/>La pandemia e la guerra hanno collocato la solidit\u00e0 (apparente) delle nostre conoscenze in una dimensione di incertezza. I nostri parametri della conoscenza resi assoluti dall\u2019abitudine, dalla routine (nella migliore delle ipotesi) e dall\u2019arroganza degli assolutismi culturali emergenti si \u00e8 infranta nella incapacit\u00e0 di decifrare la realt\u00e0 vissuta. La mostra \u00e8 ideata e organizzata da Fondazione Federico II e Ars, in collaborazione con la Fondazione Burri, la Collection Lambert, Galleria Tucci Russo Studio per l\u2019Arte Contemporanea, la Fondazione Pistoletto e collezioni private.<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 E\u2019 una mostra sulla realt\u00e0. S\u00ec, la realt\u00e0. Intesa come \u201crealt\u00e0 reale\u201d. Nell\u2019epoca in cui si sovrappongono le dimensioni dell\u2019immagine e della realt\u00e0, reale e virtuale. Il titolo della mostra evoca da subito il senso del progetto. 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