{"id":102309,"date":"2022-03-28T15:32:32","date_gmt":"2022-03-28T13:32:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/28\/for-freedom-a-palermo-la-mostra-di-steve-mccurry-per-le-donne-afghane\/"},"modified":"2022-03-28T15:32:32","modified_gmt":"2022-03-28T13:32:32","slug":"for-freedom-a-palermo-la-mostra-di-steve-mccurry-per-le-donne-afghane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/28\/for-freedom-a-palermo-la-mostra-di-steve-mccurry-per-le-donne-afghane\/","title":{"rendered":"\u201cFor Freedom\u201d, a Palermo la mostra di Steve McCurry per le donne afghane"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cMai pi\u00f9 torner\u00f2 sui miei passi\u201d. I versi dell\u2019attivista afghana Meena, trucidata nel 1987, rimbombano a Piazza del Parlamento. Cos\u00ec come il ritmo della rapper Sonita Alizadeh, che d\u00e0 voce alla sofferenza delle spose in vendita. Un gigantesco cerchio campeggia sul prospetto del Palazzo Reale di Palermo. Simbolo dell\u2019uguaglianza, della vita, della morte e della rinascita. E\u2019 stata presentata oggi \u201cFor Freedom\u201d, un\u2019autentica mostra-denuncia che \u201cinchioda\u201d a riflettere sulla condizione sociale delle donne in Afghanistan, nuovamente \u201cingabbiate\u201d col ritorno dei talebani. L\u2019urlo di denuncia \u00e8 stato lanciato dal Palazzo Reale di Palermo, emblema della spiritualit\u00e0 e della convivenza tra popoli, da sempre punto d\u2019incontro tra Oriente e Occidente.<br \/>For Freedom, che rester\u00e0 aperta fino al 17 luglio 2022, \u00e8 un nuovo progetto autoriale frutto della collaborazione tra la Fondazione Federico II e Steve McCurry, il pi\u00f9 celebre fotografo al mondo di reportage antropologico. La narrazione fotografica di un dramma in pieno svolgimento attraverso 49 immagini. McCurry da quarant\u2019anni racconta l\u2019Afghanistan \u201ctestimoniando le donne afghane tra violenze, miserie, speranze\u201d.<br \/>L\u2019esplorazione che McCurry offre nelle sue opere fotografiche sottende una complessa osservazione del mondo, una costante denuncia della crudelt\u00e0 e dell\u2019egoismo umano, oltrech\u00e8 la coesistenza tra mondi liberi da un lato e sofferenze inenarrabili dall\u2019altro.<br \/>L\u2019attenzione non \u00e8 catalizzata in modo diretto sulla guerra, ma sulle conseguenze drammatiche, documentando lo stato di disagio interiore e di distruzione delle donne, che hanno perso ancora una volta ogni diritto allo studio e alla vita sociale.<br \/>\u201cQuesta mostra \u2013 ha detto il presidente della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccich\u00e8 \u2013 \u00e8 la dimostrazione che il Palazzo \u00e8 vivo, conscio delle sue radici ma con uno sguardo sul mondo. Il luogo della convivenza tra i popoli non pu\u00f2 ignorare la violazione dei diritti umani, in questo caso i diritti delle donne afghane. Il talento artistico e la fama di Steve McCurry costituiscono un\u2019arma non violenta di penetrazione nelle coscienze che avevamo il dovere di diffondere\u201d.    <br \/>\u201cIl punto focale di For Freedom \u2013 ha detto Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II \u2013 \u00e8 la violazione dei diritti fondamentali, connaturata alla guerra e alla sopraffazione. Un oltraggio morale all\u2019Umanit\u00e0, che ormai da oltre un mese stiamo atrocemente rivivendo anche in altri contesti. L\u2019arte fotografica di McCurry rappresenta uno spazio di libert\u00e0 guadagnato per denunciare la violazione dei diritti umani\u201d.<br \/>La mostra \u00e8 stata concepita dalla Fondazione Federico II insieme a Steve McCurry. La sequenza delle immagini segue concettualmente l\u2019evoluzione delle condizioni delle donne afghane, che finiscono via via ingabbiate anche dall\u2019allestimento. Cos\u00ec il visitatore si trova costretto ad addentrarsi fisicamente e mentalmente tra le fotografie, catapultato in un microcosmo da cui \u00e8 impossibile fuggire senza porsi delle domande. Anche gli aspetti legati all\u2019allestimento, curati dall\u2019architetto Stefano Biondo e ragionati dalla Fondazione con l\u2019artista, divengono dunque elementi fondanti della narrazione di un\u2019arte che \u00e8 anche denuncia civile. <br \/>Il vernissage \u00e8 un vero e proprio momento collettivo di denuncia: si rende omaggio all\u2019attivista afghana Meena Keshwar Kamal, uccisa nel 1987 per avere difeso i diritti delle donne. L\u2019area antistante il Portone Monumentale di Piazza del Parlamento sar\u00e0 infatti \u201csonorizzata\u201d con la diffusione in \u201cloop\u201d della poesia di Meena, \u201cMai pi\u00f9 torner\u00f2 sui miei passi\u201d, che \u00e8 stata interpretata e registrata per la Fondazione Federico II dall\u2019attrice Gisella Vitrano. I versi saranno interrotti solo dal ritmo del brano \u201cBrides on sale\u201d (Spose in vendita) di Sonita Alizadeh, la giovane rapper afghana che d\u00e0 voce alla rabbia di 27 milioni di minorenni costrette, come lei, a sposarsi. <br \/>Info su www.mostramccurryforfreedom.com<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cMai pi\u00f9 torner\u00f2 sui miei passi\u201d. 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