{"id":100934,"date":"2022-03-16T16:07:42","date_gmt":"2022-03-16T15:07:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/16\/centro-studi-tagliacarne-divario-centro-nord-e-sud-aumentato-in-10-anni\/"},"modified":"2022-03-16T16:07:42","modified_gmt":"2022-03-16T15:07:42","slug":"centro-studi-tagliacarne-divario-centro-nord-e-sud-aumentato-in-10-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/16\/centro-studi-tagliacarne-divario-centro-nord-e-sud-aumentato-in-10-anni\/","title":{"rendered":"Centro Studi Tagliacarne, divario Centro-Nord e Sud aumentato in 10 anni"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il Centro Studi Tagliacarne, nato pi\u00f9 di 30 anni fa, \u00e8 un ente che si occupa in particolare dell&#8217;analisi di fenomeni economici e imprenditoriali a livello territoriale&#8221;. Cos\u00ec Gaetano Fausto Esposito, Direttore Generale Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell&#8217;agenzia di stampa Italpress. &#8220;Il nostro nome lo dobbiamo a Guglielmo Tagliacarne, un noto studioso e statistico che ha portato in Italia le ricerche di mercato e ha inventato le analisi economiche del territorio dandogli voce numerica. La trappola del sottosviluppo -spiega Esposito- \u00e8 quella situazione in cui ci sono una serie di fattori che comportano la mancata uscita verso un periodo di maggiore crescita. Parliamo di una base industriale limitata, una capacit\u00e0 di competere delle imprese sfilacciata e un mercato del lavoro che non riesce a esercitare il suo ruolo di attrattore verso giovani e donne. Tutti fattori che intrappolano in una spirale dalla quale \u00e8 difficile uscire&#8221;. <br \/>Il Mezzogiorno oggi &#8220;\u00e8 molto articolato al suo interno con caratteristiche di sviluppo molto diverse a seconda del territorio. In 10 anni osserviamo che il divario \u00e8 aumentato rispetto al Centro Nord rimanendo su valori al di sotto del 70% del Pil procapite con tassi di disoccupazione pari al doppio o al triplo rispetto al Centro Nord, un problema molto serio che, in aggiunta alla migrazione intellettuale, rischia di avvitare questa area del Paese in una situazione drammatica. Per quanto riguarda i Neet, ovvero i non occupati e non istruiti o formati, si tratta di un problema italiano. Il nostro Paese -spiega Esposito- ha numeri record in Europa. Tra gli altri ci sono due fattori determinanti. Il primo \u00e8 che le persone, soprattutto al Sud sono scoraggiate per cui non entrano proprio sul mercato del lavoro, affidandosi a meccanismi di tipo familiare. Poi c&#8217;\u00e8 il fenomeno del sommerso e tutta l&#8217;economia informale che nel Mezzogiorno ha valori intorno al 18-20%&#8221;. Per quanto riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza, &#8220;le risorse che arriveranno al Meridione sono pari all&#8217;intervento straordinario della Cassa del Mezzogiorno con una modalit\u00e0 di verifica molto stringente secondo la quale \u00e8 indispensabile raggiungere certi obiettivi. Il 40% delle risorse territorializzabili del Pnrr dovrebbero andare al Mezzogiorno e si stanno realizzando una serie di bandi per allocarle, molto spesso per\u00f2 le quote non vengono esaurite a causa della carenza di progettualit\u00e0. Bisogna dotare le amministrazioni di professionalit\u00e0 adeguate sulla progettazione e intervenire sui parametri retributivi che non sono attrattivi. E&#8217; importante -continua Esposito- rafforzare la capacit\u00e0 di integrazione nazionale e locale senn\u00f2 rischio \u00e8 che tutte queste risorse non vengano impiegate&#8221;. Il Covid nel 2020 ha capovolto l&#8217;Italia e l&#8217;ha allungata in termini di divari territoriali. &#8220;Il Mezzogiorno \u00e8 andato meno peggio rispetto al resto del Paese perch\u00e8 avendo una minore concentrazione dell&#8217;industria manifatturiera \u00e8 riuscito ad assorbire il colpo e la maggiore presenza di pubblica amministrazione ha agito per sostenere i redditi. Le aree a maggior presenza di industria manifatturiera e piccola impresa sono quelle che hanno perduto di pi\u00f9&#8221;. Nel 2021 &#8220;l&#8217;Italia si \u00e8 girata ancora, con la ripresa della manifattura e soprattutto quella rivolta all&#8217;export, si sono superati i valori del 2019. Per il 2022 la performance attesa \u00e8 positiva e la guerra sta agendo da detonatore per quei fenomeni gi\u00e0 in corso come l&#8217;aumento del costo delle materie prima e dell&#8217;energia. In Italia abbiamo circa un 80% di imprese a capitalismo familiare che non vuol dire che siano di piccole dimensioni. L&#8217;Italia ha tante piccole imprese gestite dai titolari del capitale con governance familiare e ridotta presenza di manager. Il modello per\u00f2 funziona bene quando oltre all&#8217;imprenditore c&#8217;\u00e8 anche un manager esterno alla famiglia&#8221;. Secondo Esposito &#8220;il nostro sistema produttivo ha avuto un forte processo di riorganizzazione silenziosa, dal 2008 in poi c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;espulsione di imprese dal mercato. Questo spiega perch\u00e8 abbiamo retto e sviluppato nel 2021. Per il futuro bisogna considerare i fattori di breve periodo, congiunturali che potrebbero rallentare la ripresa tenendo presente che serve l&#8217;attivit\u00e0 di accompagnamento per le imprese pi\u00f9 piccole&#8221;.  <br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il Centro Studi Tagliacarne, nato pi\u00f9 di 30 anni fa, \u00e8 un ente che si occupa in particolare dell&#8217;analisi di fenomeni economici e imprenditoriali a livello territoriale&#8221;. 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