{"id":100930,"date":"2022-03-17T00:07:38","date_gmt":"2022-03-16T23:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/16\/mostre-a-roma-london-calling-british-contemporary-art-now\/"},"modified":"2022-03-17T09:05:28","modified_gmt":"2022-03-17T08:05:28","slug":"mostre-a-roma-london-calling-british-contemporary-art-now","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/17\/mostre-a-roma-london-calling-british-contemporary-art-now\/","title":{"rendered":"Mostre, a Roma \u201cLondon Calling: British Contemporary Art Now\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Dal 17 marzo al 17 luglio 2022, le sale di Palazzo Cipolla a Roma ospitano una delle pi\u00f9 particolari mostre di arte contemporanea mai realizzate in Italia: &#8220;London Calling: British Contemporary Art Now. From David Hockney to Idris Khan&#8221;: una mostra che attraverso oltre 30 opere riunisce il lavoro di 13 grandi artisti britannici di diverse generazioni, per la cui carriera artistica la citt\u00e0 di Londra ha svolto un ruolo molto importante.<br \/>La mostra presenta un parterre d&#8217;eccezione di artisti nati nell&#8217;arco di cinque decenni, tra il 1937 e il 1978: David Hockney, Michael Craig-Martin, Sean Scully, Tony Cragg, Anish Kapoor, Julian Opie, Grayson Perry, Yinka Shonibare, Jake e Dinos Chapman, Damien Hirst, Mat Collishaw, Annie Morris e Idris Khan.<br \/>Una sequenza di artisti la cui carriera \u00e8 stata in qualche modo influenzata dalla capitale britannica, o perch\u00e8 vi sono nati, oppure vi si sono recati durante la propria formazione, o magari trasferiti in un secondo momento in modo da essere vicini alle grandi gallerie e musei, quando non semplicemente per andare alla ricerca di nuovi orizzonti creativi. Nomi che hanno contribuito a collocare Londra nell&#8217;Olimpo delle avanguardie artistiche, cos\u00ec come lo erano state in precedenza Firenze nel Rinascimento, Parigi con l&#8217;Impressionismo o New York nella seconda met\u00e0 del XX secolo. Artisti che innestano le loro radici su una Londra di inizio anni Sessanta, in piena trasformazione economica e sociale e che si preparava a diventare una delle capitali indiscusse dell&#8217;arte contemporanea.<br \/>Partendo dal pi\u00f9 anziano, David Hockney, fino a giungere al pi\u00f9 giovane, Idris Khan, il percorso espositivo propone uno spaccato dell&#8217;attuale scena artistica londinese attraverso una serie di opere iconiche selezionate dai curatori Maya Binkin e Javier Molins in collaborazione con gli artisti stessi. Ideata dalle collezioni\/studi personali degli artisti, la mostra \u00e8 supportata da gallerie e collezioni internazionali come Gagosian Gallery, Goodman Gallery, Galerie Lelong, Lisson Gallery, Modern Forms, Victoria Mir\u00f2 Gallery, Galerie Thaddaeus Ropac, Sean Kelly Gallery, New York, Tim Taylor Gallery, London, Tucci Russo Studio per l&#8217;Arte Contemporanea. <br \/>La variet\u00e0 degli artisti presenti consente, inoltre, di contemplare tecniche compositive assai diverse tra loro, come pittura, scultura, disegno, ceramica, fotografia, video e molto altro, esprimendo una molteplicit\u00e0 di temi quali la vita quotidiana, il confino, l&#8217;esplorazione dell&#8217;essere umano, il paesaggio, la politica, la religione, la storia dell&#8217;arte, la letteratura, la musica, il genere, la violenza o il rapporto tra la vita e la morte.<br \/>La mostra \u00e8 promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro &#8211; Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, ed \u00e8 realizzata da Poema con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia.<br \/>Commenta il Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, che ha fortemente voluto questa mostra: &#8220;Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica ottenuto dalla mostra &#8220;Re-coding&#8221; di Quayola, italiano londinese d&#8217;adozione, oggi Palazzo Cipolla ospita un&#8217;intera mostra dedicata proprio all&#8217;arte contemporanea figlia della &#8220;swinging London&#8221;, presentando &#8211; per la prima volta in Italia &#8211; una variegata selezione di opere di 13 artisti appartenenti a diverse generazioni, che hanno tutti respirato il fermento creativo della capitale britannica dai &#8220;Sixties&#8221; in avanti e a Londra si sono formati artisticamente negli ultimi decenni. Da Hockney a Scully, da Kapoor ai fratelli Chapman, da Hirst a Khan, gli artisti che danno vita a questa esposizione &#8211; seppur di et\u00e0 e provenienze diverse fra loro &#8211; hanno tutti in comune il fatto di aver vissuto intensamente Londra e di averne assorbito il dinamismo e l&#8217;anticonformismo in una determinata fase della loro carriera. A Palazzo Cipolla si \u00e8 scelto di esporre le loro produzioni pi\u00f9 recenti (fatta eccezione per qualche pezzo iconico, come ad esempio il Glen Matlock di Hirst del 1997 o il vaso in ceramica di Grayson Perry del 1995) per dare conto dell&#8217;assoluta vitalit\u00e0, originalit\u00e0 e dirompenza del messaggio di cui sono portatori ancora oggi, nel secondo decennio degli anni Duemila. Il percorso di mostra conduce il visitatore lungo un viaggio ideale in grado di condensare, in pratica, in poco pi\u00f9 di una trentina di opere, la storia dell&#8217;arte contemporanea europea e occidentale, sia dal punto di vista delle sperimentazioni stilistiche che da quello delle ricerche di tipo concettuale, inserendosi a buon titolo nella programmazione pi\u00f9 che ventennale di Palazzo Cipolla, che la Fondazione, su mio preciso impulso, ha fin dal principio rivolto ad indagare le tendenze e le manifestazioni pi\u00f9 si-gnificative dell&#8217;arte in tutte le sue forme ed epoche&#8221;.<br \/>Cos\u00ec la curatrice Maya Binkin: &#8220;Londra \u00e8 una citt\u00e0 unica nel suo genere. Per avere successo qui, un artista deve essere il migliore nel suo campo: un&#8217;eccellenza, questa, che ha un impatto diretto sulla citt\u00e0 elevandone gli standard, cos\u00ec da garantire che sia solo l&#8217;arte migliore a entrare nelle sue gallerie. E&#8217; un ciclo che si alimenta da solo, perfezionandosi di volta in volta. La mostra &#8220;London Calling&#8221; presenta al pubblico una selezione di artisti che sono riusciti a sfondare malgrado la concorrenza spietata&#8221;.<br \/>Le fa eco il curatore Javier Molins: &#8220;Per trovare una citt\u00e0 con una tale concentrazione di talenti artistici bisogna risalire indietro nel tempo fino alla Firenze del Rinascimento. L&#8217;arte di quel periodo dovette la sua nascita a una serie di fattori, tra cui il progresso scientifico, economico e politico che port\u00f2 le citt\u00e0 a competere tra loro per attrarre i migliori artisti. Allo stesso modo, la rivoluzione dei costumi e il grande sviluppo economico che investirono Londra negli anni Sessanta hanno dato vita a un vivace ambiente artistico nel quale scuole d&#8217;arte e gallerie si contendevano i migliori studenti e gli artisti di spicco mentre i musei si sfidavano a colpi di mostre sensazionali. Non solo, le stesse istituzioni facevano a gara per premiare gli artisti pi\u00f9 meritevoli e i collezionisti per acquistare le opere migliori. Lo scopo di questa mostra \u00e8 di presentare il lavoro degli artisti di quel periodo, cercando di spiegare le ragioni che hanno decretato il primato di Londra sulla scena dell&#8217;arte con-temporanea globale&#8221;.<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Dal 17 marzo al 17 luglio 2022, le sale di Palazzo Cipolla a Roma ospitano una delle pi\u00f9 particolari mostre di arte contemporanea mai realizzate in Italia: &#8220;London Calling: British Contemporary Art Now. 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