{"id":100900,"date":"2022-03-16T10:47:33","date_gmt":"2022-03-16T09:47:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/16\/a-palermo-si-inaugura-la-mostra-fotografica-di-arianna-di-romano\/"},"modified":"2022-03-16T11:05:39","modified_gmt":"2022-03-16T10:05:39","slug":"a-palermo-si-inaugura-la-mostra-fotografica-di-arianna-di-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2022\/03\/16\/a-palermo-si-inaugura-la-mostra-fotografica-di-arianna-di-romano\/","title":{"rendered":"A Palermo si inaugura la mostra fotografica di Arianna Di Romano"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Che consistenza ha il silenzio? Come si fa ad accoglierlo, ad ascoltarlo?. Il silenzio \u00e8 un universo, non la semplice assenza di suono o di voce. Lo sa bene Arianna Di Romano, fotografa nata in Sardegna e tornata alle radici paterne, in Sicilia: due isole che fanno del silenzio una narrazione, dello sguardo un racconto.<br \/>La mostra Universi Silenziosi, curata da Gabriele Accornero, che si inaugurer\u00e0 al Monte dei pegni di Santa Rosalia, a Palazzo Branciforte di Palermo sabato 19 marzo alle 18, \u00e8 un percorso di sguardi che travalicano i confini insulari. Sguardi catturati, inaspettati o ricambiati. Il silenzio di microcosmi individuali che diventano il mondo intero. Un ascolto che si fa dialogo tra il fotografo e il soggetto fotografato: nell\u2019intensit\u00e0 di un vecchio sardo, nelle fattezze ricciute di un bambino in cui sembra incarnarsi un puttino di Serpotta. E in giro per il mondo, perch\u00e8 il silenzio \u00e8 un linguaggio universale eppure sconosciuto ai pi\u00f9.<br \/>\u201cGli scatti di Arianna Di Romano sono un racconto nel racconto all\u2019interno del Monte dei pegni. Un luogo \u2013 afferma il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore \u2013 denso di storia e di silenzi rappresi, a cui gli artisti che ospitiamo restituiscono di volta in volta voce attraverso la loro sensibilit\u00e0\u201d.<br \/>Ecco che le fotografie di Arianna Di Romano raggiungono i popoli dei villaggi pi\u00f9 remoti del sud-est asiatico, i campi profughi e i campi rom della Serbia e della Bosnia, la vita negli agglomerati della Romania e della Polonia, la quotidianit\u00e0 all\u2019interno dei monasteri ai confini con l\u2019Ucraina.<br \/>Un corpus imponente, che si snoda lungo 81 foto: universi silenziosi, appunto, di persone, paesaggi, ambienti, animali.<br \/>\u201cEsporre in un luogo assolutamente straordinario come Palazzo Branciforte \u00e8 per me motivo di immenso orgoglio professionale oltre di gioia personale. Con Fondazione Sicilia \u2013 spiega Arianna Di Romano \u2013 abbiamo concepito un allestimento minimale, rigoroso e allo stesso tempo rispettoso degli spazi del Monte di piet\u00e0, ottenendo un\u2019atmosfera e ambientazione eccezionali\u201d.<br \/>\u201cA una lettura esterna e tecnica si rinvengono nelle fotografie di Arianna Di Romano molte influenze: Elliott Erwitt e Robert Doisneau per la poesia e la composizione \u2013 conclude il curatore della mostra, Gabriele Accornero \u2013 Sebastiao Salgado per il trattamento dell\u2019immagine, il cileno Sergio Larrain per l\u2019attenzione agli ultimi, Dorothea Lange per il personaggio. La dimensione del silenzio \u00e8 molto forte, ma non quello arido e vuoto: al contrario quello della pace e della quiete della dimensione dello stare in contrapposizione a quella frenetica del fare, quella dell\u2019essere rispetto a quella del possedere\u201d.<br \/>La mostra rester\u00e0 fruibile fino al 19 giugno.<br \/>Arianna Di Romano nasce e cresce in Sardegna ma decide di vivere in Sicilia, terra di nascita di suo padre, con la quale instaura un profondo legame. Nel 2017 si trasferisce a Gangi, sulle Madonie, in una dimora storica da lei recuperata e trasformata in una galleria, luogo di lavoro e rifugio al rientro dai suoi lunghi e frequenti viaggi.<br \/>Con i suoi progetti fotografici ha raccontato, tra gli altri, Paesi come la Serbia la Romania, la Francia, l\u2019Austria. Senza dimenticare le sue isole, Sardegna e Sicilia, n\u00e8 le tematiche sociali, attraverso la narrazione per immagini della vita in una struttura carceraria siciliana.<br \/>Le sue opere sono state oggetto di mostre monografiche e collettive in Polonia, con il racconto della prima Marcia della Morte su Chelm; al MAC USP Museu de Arte Contempor\u00e0nea da Universidade de S\u00e0o Paulo; al Ghetto degli Ebrei (Exm\u00e0) di Cagliari; a Palazzo D\u2019Accursio a Bologna; alla Fototeca siracusana di Ortigia; al Museo Civico di Enna; al Palazzo Moncada di Caltanissetta e nella Gallery Sapere Aude di Copenaghen. Inoltre, l\u2019artista ha esposto e donato per i Progetti benefici \u201cARTE per la Vita\u201d (insieme con Oliviero Toscani, Steve Mc Curry, Alex Majoli, Paolo Pellegrin, Fabio Sgroi, Matteo Basil\u00e8, Giuliana Cuneaz, Stefano Venturini) e per il progetto \u201cScuola in Madagascar\u201d.<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Che consistenza ha il silenzio? Come si fa ad accoglierlo, ad ascoltarlo?. Il silenzio \u00e8 un universo, non la semplice assenza di suono o di voce. 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