Ficus tagliati e non potati, Cantali: Stile paradossale per gestione ambientalista

“L’Amministrazione comunale continua imperterrita l’azione di ‘potatura’ nel periodo estivo in totale assenza di ogni rispetto per il ciclo vegetativo degli alberi. Dopo le capitozzature degli aranci e dei Ficus ad agosto dei precedenti anni, assistiamo alla potatura dei Ficus in via San Giacomo”. A preoccuparsene è il consigliere comunale Carlo Cantali che definisce l’operazione “irrazionale sia per l’intervallo di tempo scelto sia per le modalità che vengono impiegate, con un evidente aumento del rischio per i pedoni e per i turisti che transitano in quella via”.

“E’ un fatto ormai noto a tutti che favorire lo sviluppo in altezza di questi arbusti – esamina – lasciando rami epicormici non solidali al fusto e derivati da gemme avventizie, carichi del peso delle foglie in cima aumenta in maniera esponenziale il pericolo di rottura e crolli degli stessi rami mettendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini. Inoltre, le piante sono state sottoposte ad elevato stress vegetazionale e sono private di qualsiasi finalità di arredo e decoro visto che hanno completamente perso la forma originaria”.

Ma la mania di tagliare e non potare i Ficus in stile “innovativo” non si ferma qui, non ad una sola arteria: ad essere investite da questa terza maniera di rinvigorire le piante sono Piazza Cairoli, via Tommaso Cannizzaro e Piazza Stazione.

“A far da contraltare a questa potatura ci sono alberi della stessa specie posizionati in via Loggia dei Mercanti – commenta Cantali – che hanno subìto un trattamento più incisivo ma altrettanto dannoso e oggi si presentano come pali rivestiti da foglie”.

Secondo il consigliere comunale, tre diverse scuole di pensiero adottate su piante della stessa specie fanno riflettere sul comportamento schizofrenico dell’Amministrazione che manca di qualunque controllo estetico e di minimi criteri nella tecnica razionale e moderna.

Il risultato è che la comunità deve restare sempre allerta durante il passaggio nelle zone di potatura mentre il portamento degli arbusti si è perso quasi per sempre.

“L’Amministrazione più vicina alla natura dal Dopoguerra da oggi – sostiene Cantali – dovrebbe renderci edotti se abbia un programma ragionato e rispettoso delle pratiche di rigenerazione della flora, se stia utilizzando i Ficus cittadini come cavie per le potature del futuro e se agisca in modo del tutti casuale”.

“Ad oggi è possibile rilevare solo interventi che causano un danno economico, biologico, ambientale e paesaggistico. Un enorme paradosso per questa gestione comunale” – conclude Cantali.

 

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