PALERMO (ITALPRESS) – Dalle rivendicazioni sui salari al diritto alla casa, passando per il no al riarmo e la richiesta di maggiori investimenti in sanità e istruzione. Lavoratori e studenti insieme a Palermo per lo sciopero generale indetto dall’Usb, che nella mattinata di oggi ha portato in piazza le diverse anime del mondo del lavoro e della scuola. Il corteo, con circa 2 mila persone al seguito, partito da piazza Politeama alle 9, ha attraversato il Teatro Massimo, via Cavour e piazza XIII Vittime, per concludersi al porto di Palermo. Sui cartelli esposti dai manifestanti gli slogan “Né bombe, né carovita con questo sistema dobbiamo farla finita” e “Contro guerra e carovita blocchiamo tutto”.
Al centro della mobilitazione il peso del costo della vita, le retribuzioni e la contrarietà alle politiche di riarmo. “Oggi scioperiamo contro guerra e carovita, perché fondamentalmente questo Paese continua a investire in armamenti”, ha dichiarato Luigi Del Prete, responsabile di Usb Palermo. “Entro il 2035 il 5% sarà investito in armamenti vari, in riarmo, mentre invece gli investimenti in istruzione e sanità rimangono sotto il 4%”. Una scelta che, secondo il sindacalista, finisce per scaricare sui cittadini le conseguenze della corsa agli armamenti, sottraendo risorse e prospettive soprattutto a chi lavora e studia. Del Prete ha definito la manifestazione “un grande sciopero sociale”, sottolineando la partecipazione di lavoratori pubblici e privati, studenti, disoccupati e inoccupati. “Abbiamo chiamato lo sciopero della rabbia, della rabbia di chi, pur contribuendo alla ricchezza di questo Paese, non vede rientrare quelle ricchezze”, ha aggiunto, contestando la distribuzione delle risorse e chiedendo che il costo della crisi ricada “su coloro che l’hanno creata”.
Le rivendicazioni sindacali si intrecciano con le condizioni del lavoro a Palermo, dove, secondo Marco Militello della Federazione del Sociale Usb, in alcuni comparti si continua a lavorare per pochi euro all’ora. “Siamo lavoratori, lavoratrici, sfruttati all’interno dei locali del turismo, all’interno dei B&B”, ha affermato, richiamando le difficoltà di chi opera nei settori meno tutelati. Nel suo intervento anche il tema dell’emergenza abitativa, dei salari e delle condizioni degli studenti: “Quello che noi vogliamo è pace, quello che noi vogliamo è lo stop del genocidio in Palestina, salari adeguati. Vogliamo case, perché la casa è un diritto inalienabile per tutti e per tutte”. Per Militello, la questione retributiva resta strettamente legata all’aumento dei prezzi. “Abbiamo visto effettivamente negli ultimi anni come vi è un aumento del 27% del livello salariale; in realtà però c’è stata una perdita del 10% del potere d’acquisto”, ha sostenuto, chiedendo salari capaci di tenere il passo con il carovita e criticando le risposte delle istituzioni, giudicate insufficienti rispetto ai problemi quotidiani.
In piazza anche gli studenti, con le rivendicazioni sul diritto allo studio e sull’accesso agli alloggi universitari. Andrea Catania, di Cambiare Rotta, ha ricordato la mobilitazione avviata all’inizio dell’anno accademico per i posti letto non assegnati agli studenti fuori sede e internazionali, con l’installazione di tende di protesta. “La guerra non la paghiamo”, ha ribadito, denunciando i tagli ai servizi e le difficoltà legate al costo dei materiali didattici, al sovraffollamento delle aule e alle condizioni delle mense. Catania ha inoltre contestato le priorità delle istituzioni regionali e universitarie, richiamando lo stanziamento previsto dalla Regione Siciliana per il diritto allo studio nel 2028, indicato in zero euro. “Gli accordi con la Leonardo vanno avanti, e il riarmo continua a essere la priorità dei nostri governi”, ha concluso. Una mobilitazione che a Palermo ha riunito vertenze sociali e lavorative, mettendo al centro il rapporto tra costo della vita, diritti e spesa pubblica. Dal lavoro povero all’emergenza abitativa, fino alle richieste degli universitari, il corteo ha dato voce a un fronte eterogeneo, accomunato dalla richiesta di un cambio di direzione sulle politiche economiche e sociali.
– foto da video xd6/Italpress –
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