Un matrimonio d’interesse. Di Pericle

La storia insegna che dove c’è solo potere c’è tradimento. Il matrimonio Lega-M5S è un connubio basato sul tornaconto. Non vi è la tragicità romantica della lotta per affermare democrazia ed equità, ma il meschino interesse del potere fine a se stesso.

Per tenere in piedi un matrimonio privo di sentimenti possono intervenire diversi fattori. Alcuni di questi sono etici (i figli), altri sono opportunistici (i soldi, l’abitazione).

Si tratta di motivazioni che presentano indubbiamente giustificazioni e appartengono alla sfera morale e culturale dei singoli. Il giudizio è pertanto soggettivo e l’etica non può essere brandita come un’ascia. In politica, invece, il giudizio non può essere sottaciuto e il cittadino-elettore ha il diritto di esporre il suo convincimento.

Il matrimonio Lega-5Stelle, acclarato che non è stato un matrimonio d’amore, su quali valori si fonda? Sulla tenuta psicologica dei figli (leggasi elettori) o sugli aspetti economici (leggasi potere)? La risposta per chi scrive è chiara e semplice: Lega e M5Stelle hanno compiutamente realizzato l’aforisma che recita “il potere logora chi non ce l’ha”.

Non ci sono dubbi che nulla di sentimentale vi sia in questo connubio gialloverde. Non esiste un pathos ideale né una visione comune della società o del futuro del Paese: nazionalista anzi regionalista la Lega, megafono sguaiato del malcontento e statalista il M5S. Eppure stanno insieme e condividono, contro ogni ragionevole presupposto, lo stesso talamo. Si sostengono per opportunità e opportunismo. Il M5S è conscio che l’onda del consenso ha perso vigore, la Lega è consapevole che il vento che oggi gonfia le vele presto perderà forza. I dati economici sono devastanti e, non molto tardi,  la propaganda anti- immigrazione perderà appeal. I due sposi sanno che, finita la luna di miele (occupazione manu militaris di enti, partecipate, authority etc) non ci saranno altre possibili prede . Resterà la realtà, ossia un grigio deserto senza luna nel quale i cittadini vagheranno attoniti e spauriti.

Oggi, però, i due sposi si sostengono perché l’uno ha bisogno dell’altro per tenere in piedi il matrimonio definito “contratto”.

Gli accadimenti di questa settimana lo dimostrano. È puerile nascondersi dietro l’opacissima piattaforma Rousseau, falso il mantra della esecrabile democrazia diretta, orripilante il gesto dello “statista” senatore Giarusso del M5S. Nessun commento potrebbe, per chi scrive, esplicitare lo sdegno che il gesto di tale personagetto senza arte né parte ha suscitato. Livore, rancore si associano alla “sindrome del beneficato” e palesano la vera natura giustizialista dei grillini.

La Lega di Salvini è consapevole che ad Aprile il banco salterà, e quindi cerca di massimizzare gli interessi. Le giravolte e le menzogne che il governo gialloverde ogni giorno palesa necessitano che il vincolo matrimoniale sia saldo. Ma quando il sentimento svanisce anche le catene d’acciaio dell’opportunismo possono rompersi!

La storia ci ha insegnato che dove c’è solo potere si alligna l’ombra del tradimento, espressione non della tragicità romantica o della lotta per affermare la democrazia, ma conseguenza di meschino tornaconto. Un matrimonio basato su questi “valori” prima o dopo implode.

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