Benvenuti a Fenopoli, la cittĂ  dei mammalucchi

Le ultime nomine del sindaco Cateno De Luca hanno premiato i “fedelissimi” che hanno avuto, oppure hanno ancora, rapporti con la Fenapi. Il Patronato/Caf di cui il sindaco di Messina è stato il fondatore. L’Ente sta fornendo “materia grigia” per risollevare le sorti della cittĂ . Fermo restando che non si discute la professionalitĂ  dei prescelti, è singolare che il primo cittadino stia continuando a distribuire incarichi di sottogoverno ben remunerati a soggetti che gravitano nell’orbita della Fenapi. L’elenco dei professionisti impalmati da De Luca con incarichi di vario genere comincia a diventare lungo.

Qualcuno ha avuto modo di obiettare che è prerogativa del sindaco scegliere i suoi uomini. E’ decisamente vero, ma è altrettanto vero che il Comune di Messina non può svolgere una funzione sussidiaria. Nel senso che i professionisti non possono essere trasferiti dal libro paga di un Ente privato a una pubblica amministrazione.

Non sappiamo se la legge non lo consente, ma siamo certi che sia eticamente scorretto l’operato di De Luca rispetto alle morale che propina ad ogni più sospinto. Oggi a piazza Municipio, il sindaco rovescerà insulti su quelli che c’erano prima denunciando condotte scorrette e malaffare, ma non parla mai delle scelte che egli opera.

Messina diventa una sorta di Fenopoli, una cittĂ  immaginaria, dove il sindaco propina principi autarchici tendenti alla privatizzazione delle societĂ  partecipate.

Un’autentica iattura per la città. La strategia di Cateno De Luca è chiarissima, il suo obiettivo è cancellare la parola pubblico dalle società Partecipare per aprire ai privati che gestiranno le società nel rispetto dei principi di efficienza ed economicità mettendo da parte la qualità dei servizi ed il personale. E se da un lato, De Luca intende internalizzare i servizi di Palazzo Zanca, dall’altro tende ad esternalizzare i servizi delle Partecipate.

Tutto questo ha un senso a Fenopoli, la cittĂ  immaginaria dei mammalucchi.

Sveglia messinesi.

Davide Gambale

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