Conciliazione tra neo sindaco De Luca e l’uscente Accorinti. Il vincitore: “Entrambi egocentrici. Se saremo all’altezza del tagliando, lo vedremo coi progetti”

“Atto di conciliazione tra me e Renato. La città deve abituarsi a lavorare insieme e a prendere ciò che di buono è stato.  Per me la fascia di sindaco non è una novità avendo gestito altri due comuni anche se molto più piccoli di Messina e posso tenere la fascia tricolore che mi è stata gentilmente donata ieri dai presidenti di Quartiere. Se il mio predecessore vuole conservare la sua può serenamente farlo”. Ed è così che comincia il passaggio di consegne tra il sindaco appena eletto Cateno De Luca e l’uscente Renato Accorinti. Si attende l’arrivo del Segretario Generale Antonio Le Donne che avrebbe svolto uno dei sui ultimi doveri in questa mansione e Accorinti consegna intanto il campanello istituzionale del Consiglio comunale. Poi vengono chiamati i presidenti della I e V Circoscrizione Giovanni Scopelliti e Ivan Cutè per offrire l’omaggio della fascia acquistata da loro.

“Ho nominato due assessori di Reggio Calabria, un fatto che non era mai successo – afferma Accorinti -. Le Partecipate hanno fatto il loro percorso risollevando le loro sorti. Se la città andrà bene, saremo contenti tutti. Se c’è qualcosa che non va si deve dire, denunciare, per primi i cittadini. Tutti dovremo vigilare nel bene e nel male per esempio sull’annuncio del taglio dei dirigenti e verificare se effettivamente la cinquina soddisfi le esigenze del Palazzo e la sua funzionalità. Cioè il palazzo sarà in grado di gestire tutte le attività con cinque responsabili di dipartimento? Il tram che vola si farà e come? E poi io ho un profondo rispetto per la religione, spero che si sappia valutare la veridicità di una telefonata di Papa Francesco che io avrei voluto qui, tutti lo sanno”. E giunge anche l’ironia della chiamata mimata “live”, nel salone delle Bandiere, giusto per argomentare che forse il Pontefice non comunica personalmente con i cittadini. Infatti a margine dell’evento di consegne, Accorinti ci racconta proprio questo: “Io ho ricevuto la lettera del Capo di Gabinetto del Vaticano ma questa un’altra storia. Porto via con me la fascia per tanti ricordi costruttivi, per onorare quello che è stato il mio mandato e tolgo le scarpe, i miei sandali per uscire scalzo, così come sono entrato”.

De Luca si allinea ai toni incisivi dettati dai saluti tra amministratori sicuramente dotati di spiccata personalità. “Come la pensiamo ci manifestiamo – sciorina il sindaco -, è un modo simpatico per lasciarci. Siamo due personaggi egocentrici e ci vuole anche la battuta sarcastica. Se saremo all’altezza di superare il tagliando, lo vedremo con i progetti che abbiamo messo in campo. Avendo aperto questo varco, ora c’è Cateno De Luca per compiere questo atto rivoluzionario. Faremo di tutto per attuare la riorganizzazione di questo palazzo. Avremo un palazzo il più possibile efficiente per rispettare i principi dell’economicità. Non ho problemi ad ammettere di averlo trovato in parte sistemato. Se c’e qualche elemento da modificare, lo faremo. Già molto è stato fatto. La telefonata da buon cristiano è stata da gradita e accettata. Ho detto che dovrete supervisionare nei confronti del palazzo, non mettete in difficoltà il sindaco, non chiedete qualcosa di personale e cose che calpestano la meritocrazia. Ringrazio Accorinti e la sua Giunta per il servizio reso. Vi chiameremo per fare piena luce, se non ci sarà chiaro qualcosa. Non siamo censori per atteggiamento prevenuto e non siamo qui per smontare quello che di buono è stato fatto. Questa è un segnale di pace per tutti. La fascia proviene da espressioni politiche diverse che, di certo, non hanno sostenuto la mia candidatura. E’ un’Apertura di credito da parte della politica”.

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