Applausi e responsabilitĂ , adesso testa bassa e lavorare

Camicia bianca  e giacca nera, a spezzare una cravatta sgargiante gialla e rossa, i colori della Sicilia. Così Cateno De Luca davanti alla Commissione Elettorale centrale, che alle 17,18 del 26 giugno lo nomina ufficialmente sindaco del Comune di Messina. Poi un discorso di 40 minuti, ogni tanto interrotto da una serie di applausi scroscianti arrivati dalla platea che ha affollato sia il piano inferiore che quello superiore della sala consiliare. Parole sentite, chiare, dette a tratti con tono ecumenico, ma che di fatto sanciscono il triplice fischio di una campagna elettorale aspra, accesa, fatta di accuse e controaccuse, repliche e controrepliche, un marasma che di fatto ha alimentato il fuoco di chi ha visto in De Luca l’uomo della svolta, del cambiamento, nonostante la rivoluzione accorintiana si sia fermata agli slogan di sessantottina memoria.

La campagna elettorale è una cosa, i cinque anni di amministrazione sono un’altra cosa, ecco il messaggio recapitato da De Luca ai numerosi consiglieri comunali venuti ad assistere alla proclamazione, prima che lo stesso sindaco prendesse possesso della sua stanza, accompagnato dalla moglie Giusi e dai suoi figli. Mai come in questo caso, può essere attribuito il detto “testa bassa e pedalare”, perché il difficile per De Luca e la sua Giunta viene proprio adesso. Al nuovo sindaco i messinesi non chiedono altro che avere una città normale, in cui i rifiuti vengono raccolti e smaltiti in modo efficiente, le strade vengono asfaltate con regolarità e l’apparato comunale garantisca servizi senza diventare per il cittadino un inesplorabile labirinto. Politicamente, De Luca si è giocato la carta del consigliere partecipato, una specie di assessore ombra.

Qualsiasi esponente del consiglio comunale può trovare un settore a cui dedicarsi e avanzare le proprie proposte, una mossa che da qui ai prossimi dieci giorni, domani sarà proclamato il nuovo civico consesso in attesa del giuramento, potrebbe portare incoraggianti sviluppi per l’amministrazione alla ricerca di una solida maggioranza in aula. Anzi, a giudicare dalla massiccia presenza dei consiglieri del centrosinistra che sono venuti ad assistere alla proclamazione di De Luca, qualcosa probabilmente si è già mosso. Per dovere di cronaca, occorre ricordare come anche Accorinti iniziò parlando di “40 consiglieri” al suo servizio, salvo poi etichettarli come “certa gente” in diretta nazionale in pieno marasma Gettonopoli. Rispetto al recente passato, però, De Luca si presenta come un sindaco onnipresente e accentratore, tanto da promettere appuntamenti anche alle 4 del mattino.

L’aver riservato per se le deleghe al Bilancio e  alle Partecipate rappresenta un segnale ben preciso, molto diverso dal suo predecessore che ormai aveva lasciato nelle mani degli assessori e del Segretario Generale l’intera macchina amministrativa. L’impressione è che da qui in avanti la città di Messina possa conoscere un De Luca diverso, meno aggressivo e borderline ma più istituzionale. In fondo la campagna elettorale, adesso, è davvero finita.

Condividi